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Gli estratti di cannabis sono prodotti oleosi, più o meno viscosi, derivati dalla lavorazione dei fiori femminili della pianta di Cannabis sativa L., composti in prevalenza dalla preziosa resina ricca di molecole bio-attive prodotta dalla pianta. In particolare, stanno ottenendo sempre più interesse per la loro straordinaria gamma di profili chimici che è possibile ottenere utilizzando tecniche diverse di estrazione o diversi materiali di partenza. In sostanza l’obiettivo è estrarre dalla pianta tutti i composti utili, come cannabinoidi e molecole aromatiche, senza alterarli o degradarli e soprattutto garantendo l’assenza di contaminanti nel prodotto finale. Questi estratti al giorno d’oggi trovano ampio mercato sia nell’ambito ricreativo, in Paesi dove è permessa la presenza di alti livelli di THC, che in quello terapeutico per la miriade di effetti benefici apportati dalla vasta gamma di molecole presenti in questi prodotti.

Una delle principali molecole di interesse terapeutico presente nella pianta di cannabis è il CBD ( cannabidiolo), un cannabinoide molto studiato per i suoi effetti benefici nel trattamento di varie patologie, tra cui insonnia, stress ed epilessia.

Gli estratti di CBD sono quindi molto utili e possono venire integrati ad una vita sana per il miglioramento della qualità del sonno e per lenire stati d’ansia provocati dalla routine quotidiana. Come detto questa molecola ha anche utilizzi in campo farmaceutico, un esempio è Epidolex, un farmaco contenente CBD brevettato dall’inglese GW pharmaceuticals e approvato già in diversi continenti che viene utilizzato nella cura di rare forme di epilessia infantile.

Come viene prodotto un estratto?

Gli estratti in generale vengono prodotti tramite l’uso di solventi, cioè sostanze liquide o gassose che grazie alle caratteristiche di avere un’elevata affinità per le bio-molecole di interesse presenti nella resina della pianta sono in grado di estrarle dal materiale vegetale. Il risultato del processo, indipendentemente dal solvente usato, è un prodotto oleoso, molto profumato che possiede un profilo chimico unico. Ultimamente, grazie anche a nuove scoperte sull’interazione sinergica di alcune molecole (effetto entourage), si tende a preferire i cosiddetti estratti full-spectrum, cioè estratti che contengono al loro interno la più vasta gamma possibile di molecole importanti della pianta, tra cui cannabinoidi, flavonoidi e terpeni.

La scelta del prodotto giusto, tra la vasta scelta del mercato, è importante che si basi sul tipo di solvente utilizzato nel processo di estrazione. Ebbene si! Ci sono solventi e solventi. A differenza dei solventi a idrocarburi o etanolo, la CO2 nel suo stato supercritico (raggiunto con particolari valori di temperatura e pressione) spicca per le sue ottime qualità: è infatti in grado di estrarre un’elevatissima quantità di molecole con grande precisione senza alterarle o degradarle e soprattutto non lascia residui nel prodotto finale, è quindi considerato per questo un solvente sicuro.

Basarsi sempre sull’etichetta

Prima di scegliere di utilizzare un estratto di cannabis per la cura di una patologia o anche più semplicemente per alleviare i sintomi dovuti alla stanchezza e allo stress è bene conoscere le caratteristiche di un prodotto di qualità. Come per qualsiasi prodotto in vendita tutte le informazioni importanti vengono riportate sull’etichetta. Su di essa bisognerebbe facilmente trovare informazioni su:

– metodo di estrazione utilizzato: meglio indirizzarsi su prodotti ottenuti con metodi sofisticati tramite l’utilizzo di solventi sicuri ed inerti, come la CO2 supercritica.

– caratteristiche del materiale di partenza da cui l’“olio” è stato estratto: interessante sarebbe sapere come è stata coltivata la pianta (metodi biologici senza l’uso di pesticidi chimici sono preferibili) e lo stato del materiale vegetale al momento dell’estrazione. Un prodotto ottenuto da materiale vegetale fresco, conservato nel giusto modo, contiene una più ampia gamma di molecole aromatiche con importanti effetti benefici sull’organismo, rispetto ad un prodotto estratto da materiale secco.

– esatte concentrazioni di bio-molecole: è il punto che interessa di più, ma anche quello dove sono stati riscontrati più incongruenze tra il valore espresso sull’etichetta e il valore reale. Le concentrazioni devono essere ben specificate e, ancora meglio, se verificate da laboratori esterni indipendenti.

La regolamentazione su questi prodotti è ancora poco sviluppata e questo aumenta la difficoltà nella scelta di un prodotto sicuro ed efficace. Sicuramente un buon metodo è affidarsi ad aziende serie che mettono in evidenza i risultati delle analisi svolte sui loro prodotti in modo chiaro, facile e intuitivo.