Skip to main content

Il valore terapeutico della cannabis è racchiuso nei suoi principi attivi che, insieme ad altre sostanze naturali, formano il fitocomplesso. La tecnologia usata per l’estrazione di questi principi attivi diventa quindi fondamentale per lo scopo farmaceutico terapeutico in quanto un’estrazione di alta qualità permette di estrarre tutto il fitocomplesso lasciando inalterate le sue proprietà senza traccia di residui chimici nell’estratto oppure rimuovendoli completamente in fase di purificazione.

Per mantenere uno standard farmaceutico bisogna partire da una pianta di cannabis che sia completamente priva di ogni tipo di contaminazione. La pianta di cannabis, Indica o Sativa (o Canapa), è  considerata una spugna in quanto assorbe tutto quello è presente nel terreno. La canapa infatti è una della piante più efficaci per quanto riguarda la fitorimediazione, cioè la capacità che hanno alcuni vegetali di depurare terreni, acqua e aria da sostanze inquinanti e metalli pesanti come Piombo, Cromo, Nichel e altri. Questi metalli vengono poi immagazzinati e stoccati dalla pianta stessa all’interno delle foglie. Da qui è facilmente intuibile che se si estrae una pianta in cui sono presenti tutte queste contaminazioni, queste verranno estratte insieme al fitocomplesso e finiranno nell’olio.
Esistono alcune certificazioni, su tutte GACP e Bio, che dovrebbero garantire che la cannabis sia stata coltivata in un campo privo di metalli pesanti e che non siano stati usati pesticidi chimici, ma per quanto ci si possa sforzare di mantenere un basso livello di contaminanti nelle coltivazioni outdoor (in campo aperto), non avremo mai la certezza della loro totale assenza.

Per ottenere quindi un reale standard farmaceutico l’unico metodo di coltivazione realmente efficace è quello indoor, poiché permette di garantire una totale assenza di contaminanti.

Un altro importante vantaggio della coltivazione indoor rispetto a quella outdoor, fondamentale per avere uno standard farmaceutico, è la standardizzazione delle condizioni di coltivazione della pianta. La natura di per sé non è standardizzata, in uno stesso campo di cannabis potremmo trovare piante con diversi livelli di cannabinoidi, questo perché le condizioni climatiche possono variare da un punto all’altro del campo. Coltivando invece la pianta di cannabis in un ambiente controllato, dove possiamo impostare e mantenere stabili tutti i parametri fondamentali per la crescita delle piante come luce, temperatura, umidità e nutrimenti, otterremo un prodotto finale quanto più possibile standardizzato.