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Estrazione della cannabis: panoramica e prospettive del settore

 

Il settore dell’estrazione della cannabis si sta evolvendo sotto ogni punto di vista e con l’aumento della domanda crescono anche l’offerta, gli attori coinvolti nella filiera e la disponibilità di nuove tecnologie. A fare il punto è Prohibition Partners, che nell’ultimo The cannabis extraction report ha condiviso una panoramica del settore.

 

Che cosa si intende per “estrazione” nel mondo della cannabis

 

L’estrazione della cannabis è quel processo che permette di separare i principi attivi dalla biomassa di cannabis. L’obiettivo è quello di creare estratti e concentrati sfruttati poi nei diversi settori, da quello medico e terapeutico a quello industriale, passando per l’alimentare e il cosmetico.

 

Le modalità di estrazione si differenziano per metodi e strumenti utilizzati. Da una parte ci sono le estrazioni con solventi, come il propano, il butano, l’etanolo o l’anidride carbonica, che permettono di separare le diverse componenti dal materiale vegetale; dall’altra ci sono le estrazioni prive di solventi che, attraverso pressione, calore e acqua, permettono di produrre dei concentrati sfruttando le leggi della chimica e della fisica.

 

Le differenze tra i prodotti full-spectrum, broad-spectrum e isolati

 

La metodologia utilizzata durante l’estrazione della cannabis non crea delle differenze solo al momento del processo vero e proprio, ma anche in seguito. A seconda del metodo, infatti, gli estratti di cannabis vengono poi raffinati differenziando tra prodotti full-spectrum (a spettro completo), dai quali non vengono eliminati né cannabinoidi né terpeni; broad-spectrum (ad ampio spettro), che si differenziano dai primi per l’assenza di un terpene o di un cannabinoide (spesso il THC); o isolati, che contengono un solo cannabinoide o terpene. Maggiore sarà la purezza dei cannabinoidi e dei terpeni nei prodotti finali, maggiori saranno le fasi di raffinamento.

 

L’industria dell’estrazione della cannabis: una panoramica

 

Per stare al passo con il continuo mutamento delle normative dei singoli stati e, di conseguenza, con le richieste delle aziende e dei consumatori, l’industria dell’estrazione della cannabis sta non solo crescendo, ma anche diversificando e innovando le sue metodologie e le sue proposte per migliorare in termini di offerta, efficienza, precisione e competitività.

 

Se all’alba di questo fenomeno gli impianti di estrazione della cannabis erano gestiti da aziende che potevano vantare il controllo su tutta la catena distributiva, oggi il panorama è costellato di nuovi attori specializzati che sfruttano nuove tecniche diversificando così la filiera e l’offerta e indirizzando la propria attività verso nuovi metodi di estrazione più efficienti in termini di costi e sicurezza. Tra i carburanti di questo nuovo scenario anche la sempre maggiore diffusione dei prodotti derivati dalla cannabis, che stanno conquistando i differenti mercati.

 

La richiesta del mercato: la cannabis per scopi terapeutici e olistici

 

Protagonisti del settore sono i prodotti derivati dalla cannabis utilizzati per scopi olistici e terapeutici e che sfruttano quello che è stato definito “effetto entourage”, ossia l’effetto sinergico e benefico dei diversi cannabinoidi e terpeni che spinge sempre più persone e sempre più medici a sfruttare le terapie a base di cannabis. In quest’ottica, a guidare il settore sono i prodotti full-spectrum e broad-spectrum, mentre quelli isolati vengono preferiti, anche a causa delle normative che limitano le quantità di THC, per l’utilizzo cosmetico e alimentare.

 

Attualmente, secondo il report condiviso da Prohibition Partners, il mercato più maturo per le aziende e i prodotti legati all’estrazione della cannabis è quello del Nord America, con il Canada che da solo si avvia verso lo sviluppo di un mercato da 1.2 miliardi di dollari entro il 2025. Anche in Europa però, dove si registrano politiche sempre meno proibizioniste, si sta assistendo a una lenta ma costante crescita della domanda che, secondo le stime, potrebbe portare il mercato continentale dei prodotti a base di estratti di cannabis a raggiungere un valore di 1.5 miliardi di euro entro il 2024.

 

A decidere il futuro del settore saranno le normative dei singoli stati, che potrebbero non solo incentivare il commercio, ma anche il settore della ricerca e sviluppo. Fondamentale, inoltre, potrebbe essere l’entrata in vigore di una normativa uniforme a livello europeo che andrebbe così a superare la regolamentazione frammentata che attualmente ostacola il potenziale del commercio con i paesi oltreoceano.