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Se fino a qualche anno fa tutte le energie del settore della cannabis erano concentrate sulla produzione e commercializzazione di infiorescenze, oggi il panorama cambia rotta e le aziende pongono sempre maggiore attenzione alla realizzazione di prodotti a base di estratti. A decretare il successo di questo specifico ramo è la continua domanda, alimentata dall’utilizzo dei derivati della cannabis nei mercati più disparati, da quello cosmetico a quello alimentare.

 

Per garantire un prodotto di qualità e differenziarsi in un settore sempre più competitivo, però, è necessario seguire con attenzione i processi di preparazione e tutte le fasi della filiera.

 

Preparare la cannabis per l’estrazione: gli aspetti chiave

 

Quando si parla di preparazione della cannabis per la realizzazione di estratti, i concetti chiave da tenere a mente sono cinque: la qualità della materia prima, la tipologia di filiera, la diversificazione, la riqualificazione e la programmazione. Eccoli nel dettaglio.

 

La qualità della materia prima

 

L’aumento della concorrenza nel settore dell’estrazione della cannabis e il continuo fluttuare dei prezzi stanno spingendo gli estrattori verso una politica sempre più attenta, dove la qualità della materia prima viene valutata personalmente e senza lasciare nulla al caso.

 

A parità di macchinari e di solventi o strumenti utilizzati, infatti, più elevata è la qualità della cannabis, più elevata è la qualità del prodotto finale estratto, garantendo così alle aziende che si occupano di estrazione la possibilità di proporre ai propri clienti un’offerta qualitativamente superiore, anche dal punto di vista economico. Fondamentali, da questo punto di vista, la corretta coltivazione della pianta, così come tutte le fasi successive alla raccolta, compresa l’essiccazione e la conservazione, che deve essere eseguita correttamente per evitare la proliferazione di muffe e funghi e per preservare la qualità dei terpeni e delle componenti della pianta.

 

La filiera più corta

Proprio tenendo a mente l’importanza di questi aspetti — corretta coltivazione, essiccazione e conservazione —, molti estrattori stanno virando il proprio business verso una filiera più corta, dove gli attori coinvolti fanno parte di un’unica sede o di un’unica realtà produttiva o dove non ci sono intermediari tra i coltivatori e i responsabili di essiccazione e conservazione.

 

Sempre più aziende, infatti, hanno deciso di investire e di destinare i propri spazi e le proprie risorse all’autoproduzione e alla preparazione in sede, non affidando quindi a terzi i passaggi fondamentali per la buona qualità della materia prima. Questa scelta permette di seguire in prima persona l’intero processo, garantendo così anche l’elevata qualità del prodotto finale.

 

Diversificazione della produzione

 

Per un prodotto finale di qualità è importante selezionare le piante migliori, ma quello agricolo è un settore dove non ci sono vere e proprie certezze. A parità di terreno, cura e strumenti, infatti, alcune piante o alcuni raccolti possono essere caratterizzati da una qualità inferiore rispetto ad altri e, soprattutto nel caso di coltivazione interna all’azienda, è importante non sprecare risorse e denaro.

 

Per questo motivo, molte aziende stanno puntando a una sempre maggiore diversificazione della produzione e della commercializzazione, utilizzando la loro biomassa migliore per i prodotti di qualità più elevata e destinando la rimanente ai derivati di livello e prezzo inferiore, esattamente come già accade in altri settori agricoli o nel mondo del tabacco.

 

La riqualificazione della materia prima

 

Anche partendo da una biomassa di qualità elevata, a volte può essere necessario riqualificare la materia prima. Secondo recenti studi, infatti, alcuni terpeni, nelle prime due settimane dopo il raccolto, possono degradarsi anche in condizioni di coltivazione, essiccazione e conservazione ottimali.

 

Per questo motivo alcune aziende hanno deciso di aggiungere i terpeni ai propri estratti in una seconda fase, ossia a estrazione già avvenuta. Questa scelta si rivela la migliore nel caso risultasse impossibile eseguire l’estrazione senza solventi, più lenta e costosa.

 

La programmazione

 

Come per ogni realtà di successo, anche nel caso dell’estrazione della cannabis la programmazione è fondamentale. Organizzare i propri modelli di business, studiare la concorrenza e il mercato, strutturare le attività a breve e a lungo termine e i processi lungo la filiera permette di avere tutto sotto controllo e di garantire un processo di preparazione corretto e di qualità accrescendo così il proprio mercato e il proprio valore.